Tra politici e comici, tra Senato e Camera, tra popolo e populismo

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Possono politici e comici andare nella stessa direzione? Questa è la domanda che il Times si pone analizzando la situazione politica italiana. Anche io in realtà mi sono posta, già da prima delle elezioni, questo stesso quesito.

Credo sia riduttivo definire Grillo ed il suo Movimento come un voto di protesta, almeno non esclusivamente. Temo invece che entrambi siano purtroppo il risultato della crisi, non economica, ma dei valori, che attanaglia il nostro Paese in questo particolare periodo storico.

La CNN si chiede invece “chi ha votato ANCORA Silvio Berlusconi?” additando, in maniera neanche troppo sottile, gli italiani come popolo di creduloni. L’analisi americana mostra tristemente ciò che noi dovremmo già sapere da un po’. Berlusconi dal suo esordio in politica non fa altro che promettere la diminuzione delle tasse e la creazione di posti di lavoro. A spalleggiare queste sue vane promesse le trasmissioni delle sue rete televisive, i giornali del suo gruppo editoriale e la pubblicità creata dalle sue agenzie di comunicazione.

Grillo ora si ritrova a dover gestire una situazione sperata, ma forse non presa in considerazione come realmente possibile, il suo è il primo partito sia alla Camera, che al Senato. Ora la considerazione che nasce, almeno nella mia testa, è ovvia:

“L’onestà, senza le capacità, può far buone cose?”

È vero che l’Italia si ritrova in questa situazione a causa di decenni di “magna magna”, ma la politica non è una cosa semplice. Creare delle leggi che accontentino la maggioranza della popolazione -senza comunque danneggiare la minoranza- non è così facile e ovvio e non si può pensare di entrare in modo così prepotente nel parlamento italiano e limitarsi ad accettare o rifiutare le proposte di legge fatte da altri.

Non è corretto e troppo comodo non accettare la responsabilità che gli elettori ci hanno donato con il voto non dando la fiducia ad un governo, questo sì molto comico. È invece necessario ora come ora cercare di salvare il salvabile, modificare la legge elettorale, emanare leggi che permettano già da ora di tagliare le spese e gli sprechi della pubblica amministrazione e portare l’intero Paese alle prossime ed inevitabili elezioni, che si spera, potranno finalmente portare una stabilità in questo Stato ormai allo sbando.

Il vero perdente, anche questa volta, è il centro sinistra, incapace di capire la responsabilità che un partito del genere ha nei confronti di un popolo orfano dei valori e dell’ideologia di persone del calibro di Pertini e Berlinguer. Gli elettori di sinistra non hanno trovato quelle risposte, quelle aspettative, quelle necessità che da quasi venti anni ricercano e non trovano nei partiti che al popolo dovrebbero accostarsi.

Bersani non ha avuto né il carisma, né il coraggio di definirsi, nelle azioni e non nelle parole, uomo di sinistra, ed è stato punito, regalando voti ad un comico -e sto parlando di Grillo- reinventatosi politico, che ha sfruttato la rabbia e la frustrazione degli italiani.

Inevitabile ricordare che prima di Grillo, nel 1994, la stessa cosa l’aveva fatta un imprenditore, Silvio Berlusconi, e ancor prima di lui un piccolo uomo, Benito Mussolini ed i posteri, per entrambi hanno già emesso le ardue sentenze.

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

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