La storia di Flora Tristàn

Flora_Tristan«Anche l’uomo più oppresso del mondo ha la possibilità di opprimere un altro essere umano, la moglie.»

1844. Una donna con la consapevolezza di essere malata iniziò un personale tour della Francia, per diffondere le proprie idee. Lottava per l’amore libero, l’internazionalismo operaio e la possibilità di divorzio; aveva l’ambizioso progetto di costruire un’ Unione Operaia per liberare i lavoratori dalle oppressioni.
A soli quarantuno anni questo viaggio la logorò, fino a portarla alla morte, avvenuta a Bordeaux. Furono proprio gli operai di quella città a organizzarle il funerale.
Figura socialista, ma sopratutto femminista di spessore, cadrà dimenticata tra le pieghe della storia.

Si chiamava Flora Tristàn e questa è la sua storia.

Il padre, colonnello peruviano nell’esercito spagnolo, era di una nobile e ricca famiglia che vantava la discendenza addirittura da Montezuma.
Anne-Pierre era una giovane francese, espatriata in Spagna per la rivoluzione.

Si conobbero e si sposarono in Spagna nel 1802 con rito religioso. I documenti delle nozze andarono perduti, quindi, per le autorità, la loro unione non esisteva. Nel 1803 si trasferirono in Francia dove nacque Flora, che era a tutti gli effetti figlia illegittima.

Il colonnello morì prima che le nozze fossero nuovamente celebrate -magari non furono neanche mai prese in considerazione- e la “moglie” con la piccola Flora, quattro anni, si ritrovò in miseria.

Appena Flora fu abbastanza grande per lavorare fu assunta nell’atelier dell‘incisore Chazal per provvedere alla madre.
Anni più tardi sarà costretta a sposarlo, contro la sua volontà, sempre per far fronte a problemi economici.
Nonostante ebbe da lui alcuni figli, Flora non era felice. Il marito è un uomo violento e lei sente di aver bisogno di un’autonomia che le è negata.

Nel 1825, nonostante il divorzio sia stato abrogato con la Restaurazione, Flora compie il primo passo che ci mostra il suo animo ribelle ed indipendente. Torna dalla madre, dove nasce la sua ultima figlia Aline-Marie. È piccolo il mondo, sarà la stessa Alnie-Marie, anni più avanti, a dare i natali al famoso Gauguin, che andrà sempre fiero della sua particolare nonna.

Negli anni trascorsi con Chazal, Flora elabora il pensiero che il matrimonio sia quell’istituzione legalizzante una servile subordinazione della donna. Ma è ancora presto, Flora è giovane e farà in seguito le esperienze giuste per formulare la sua teoria socio-politica.

Trascorrono alcuni anni tranquilli in cui Flora si occupa del mantenimento della famiglia, lavorando come dama di compagnia, fino a che, assolutamente per caso, incontra il fratello minore dal padre. Questi, venuto a conoscenza della sua condizione, non può legittimarla, sempre a causa del famoso matrimonio fantasma; l’aiuta tuttavia con una certa somma di denaro.

L’ incontro segnerà una svolta nella vita della giovane, che decise di andare in Perù, ospite della famiglia paterna. Il viaggio si rivelerà quanto mai fecondo per la creazione di una sua coscienza critica.
La società peruviana la affascina ma, rimanendone all’esterno, può ben vedere i limiti di quell’impostazione semifeudale in cui, tra le classi dirigenti, avide e corrotte, e la massa della popolazione, in cui dominavano miseria analfabetismo e superstizione, il divario è impressionante. Il tutto unito a un forte razzismo verso gli indios.
In un aspetto Flora si troverà però ad ammirare quel modello, la donna non è ancora considerata al pari dell’uomo, ma gode di una buona autonomia.

Ottenuta una piccola rendita, Flora, trentun anni, torna in patria, rielaborando le osservazioni fatte in un suoprogramma politico e intellettuale. In Francia inizia a scrivere le sue idee, i risultati letterari sono scarsi ma tra le tante proposte v’è, ricorrente, quella di una società di soccorso per le donne straniere in difficoltà.

Flora aveva avuto un’esistenza difficile, ma non si accontenterà di aver migliorato la sua posizione. Voleva rendere la sua esperienza preziosa bandiera per tutte le donne oppresse.

Negli stessi anni, Chezal, con cui era ancora legalmente sposata, voleva riprendersela indietro, insieme ai figli. Non ho scelto le parole a caso, Flora e i figli erano sua letterale proprietà. Per questo motivo Chezal tenta alcuna rapimenti e nel ’38 spara alla moglie nel petto. Non sarà questo a fermare Flora.

Nel ’39 compie un viaggio in Inghilterra, per meglio conoscere fenomeni quali il capitalismo, il liberismo e il liberalismo e viene in contato con le dure condizioni degli operai in fabbrica, donne e bambini sopratutto. Scopre anche le manifestazioni di protesta in cui, per la buona riuscita, è necessario che partecipino anche le donne. Tutto ciò le offre nuovi spunti di riflessione.

Tornata nuovamente in Francia elabora una teoria secondo la quale l’emancipazione è possibile soltanto con la collaborazione di donne ed operai, necessita di un movimento operaio organizzato e di una rivoluzione pacifica.

Nel ’43 Flora, a sue spese, pubblica le nuove idee e l’anno seguente parte nel suo personale tour di conferenze, fortemente ostacolata dalle autorità, ma mai disposta a cedere.

Non credo ci sia miglior modo di ricordarla che le parole del suo celebre nipote.
Gauguin, a te.

Mia nonna era un bel tipo di donna. Si chiamava Flora Tristàn. Proudhon diceva che era geniale. Dato che non ci capisco niente, mi fido di Proudhon. Inventò un sacco di storie socialiste, fra cui l’unione operaia. Gli operai riconoscenti le fecero un monumento nel cimitero di Bordeaux.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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