L'Italia vota con l'ultimo Angelus del Papa

Questo giorno sa di quelli “fatidici”, quelle date scritte in corsivo nei manuali di Storia, quelle di cui non ricordi mai il giorno preciso ma solo l’anno. I primi mesi di questo 2013 saranno ricordati come mesi di confusione in cui il Popolo Italiano ormai stanco e deluso, da tutti coloro che saliti al potere non sono stati capaci di trasformare le parole in fatti, si trova a dover scegliere “il male minore”.

correva l'anno

Molti si sarebbero affidati alla preghiera, ma il 2013 sarà ricordato anche come l’anno in cui “quel Papa, si dimise”, immagino già il tono con cui le professoresse racconteranno la Storia, qualcuno lo giustificherà, qualcun altro lo condannerà, e poi ci sarà quel sognatore dell’ultimo banco che penserà “avrei voluto tanto vivere in quegli anni” credendoli anni di “rivoluzione”. Negli anni trascorsi ci sarebbero stati tutti i presupposti per una rivoluzione, ma noi, oggi, non siamo capaci di alzare il corpo dalla sedia e “fare la rivoluzione”, a volte penso a Italo Calvino e ai suoi “Nidi di ragno” e penso che nessuno oggi abbia la curiosità di Pin, bambino o adulto che sia. L’ingenuità essenziale alla rivoluzione non esiste più.

Oggi esistono “le parole” quelle gettate al vento, quelle pronunciate da urlatori che il giorno dopo resteranno senza voce, e quelle pronunciate dai silenziosi che nessuno ascolterà nemmeno. Le parole che si copiano, e quelle che s’inventano senza scopo, quelle che si leggono senza capire, quelle che si pronunciano senza sentire. È questa la confusione. Siamo tutti su una zattera di parole alla deriva, le lettere a poco a poco si staccano e il nostro corpo lentamente affonda.

Oggi molto scriveranno quella “x” sulla scheda elettorale, ma pensateci bene, simbolicamente la “x” cosa rappresenta? Se non un segno di silenzio! O di dissenso, o di nulla!

Possibile che nessuno percepisce i fili del burattinaio che muovono le nostre braccia? Provate ad alzare gli occhi sopra la vostra testa e riuscirete a vederlo. Non sono frasi fatte, ma a volte è necessario guardare le cose da un’altra prospettiva per ritrovare l’ingenuità necessaria ad avere coraggio.

 

2 pensieri riguardo “L'Italia vota con l'ultimo Angelus del Papa

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