Zingarettopoli, puntata terza

Benflashmob-zingarettopoli1-300x168venuti alla terza puntata di Zingarettopoli. Della serie accadde oggi: il 15 Febbraio è il 5° anniversario dell’assunzione di Nicola Zingaretti da parte dell’ormai famoso Comitato Provvisorio del PD.

Lo ricorda Vincenzo Piso, coordinatore del Pdl Lazio, che esterna le proprie considerazioni sulla vicenda. E Senza Barcode, fedele, continua con il viaggio all’interno dell’intrigo.

-Per chi si fosse perso qualche tappa; lo scandalo Zingarettopoli firmato Senza Barcode inizia qui e passa poi di qui.-

“In verità la vicenda è tutt’altro che limpida”, sono le parole di Piso, riportate dall’ansa, che, in primo luogo pone due domande.

Prima domanda: perché finché è stato in carica sul sito ufficiale della Provincia di Roma l’unico membro del Consiglio provinciale di cui mancava l’indicazione proprio dei rimborsi previdenziali assicurativi assistenziali e di TFR era proprio Nicola Zingaretti? Perché questi dati sono stati nascosti anche nella sezione del medesimo sito web istituzionale dedicata ai componenti membri della Giunta. Eppure un dovere di chiarezza e trasparenza doveva imporre la pubblicazione di questi dati.[…]Seconda domanda: quanti dipendenti aveva il Comitato provvisorio?

E’ sempre Piso che parla e si chiede se ci sia un nesso tra Zingarettopoli e il recente furto nella sede del Comitato PD.

Credo che gli inquirenti facciamo bene a verificare se tra il deposito dell’esposto dei radicali su Zingaretti alla Procura di Roma e il
misterioso furto-irruzione nella sede del Comitato elettorale di Zingaretti, in via Cristoforo Colombo 112, vi sia un qualche collegamento. È assai singolare la coincidenza temporale tra i due fatti, accaduti a poche ore di distanza lunedì 4 febbraio. Coincidenza vuole che via Cristoforo Colombo 112 è l’indirizzo del Comitato provvisorio del quale è stato dipendente a tempo indeterminato Zingaretti e dello stesso del Comitato elettorale del candidato del Pd alla presidenza della Regione. Ultima domanda: cosa c’era nei tre computer del Comitato Zingaretti spariti dalla sede del suo Comitato elettorale?

Ancora Piso, porta alla luce un nuovo elemento, poco considerato dalla stampa.

…il vero colpo di scena di questa torbida storia e’ del 9 settembre del 2009, quando presso lo studio del notaio Mario Enzo Romano di Roma, il tesoriere del Pd Antonio Olivieri depositava uno statuto associativo che trasformava magicamente il Comitato  provvisorio in Comitato permanente. Voila’.

Storace invece è più sintetico, osserva lapidariamente.

Querela, ma non spiega. Spieghi e non quereli invece. Zingaretti si candida a diventare l’emblema della casta .

Intanto Zingaretti, che si dice tranquillo, continua la sua campagna elettorale, mentre i Radicali tengono oggi una nuova conferenza sulla trasparenza, ricusando anche l’accusa di aver pubblicato l’esposto come ripicca al mancato affraternamento. Ricordiamo anche che Rossodivita, l’avvocato che l’ha presentato, è colui che a Settembre fece esplodere il caso Fiorito.

“Se fossimo stati alleati con Zingaretti avremmo lo stesso presentato il nostro esposto. I documenti sono arrivati a Pannella, ovviamente, dopo la notizia che Zingaretti aveva escluso i radicali dalle candidature. Noi l’avremmo presentato lo stesso: così come abbiamo fatto in Consiglio regionale, quando non abbiamo esitato a portare avanti denunce su comportamenti che riguardavano anche esponenti Pd. Forse per questo Zingaretti non ci ha voluti.”

Vi aspettiamo per aggiornamenti.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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