Violenza domestica

Parlare di violenza in ambito domestico, ma direi parlare di violenza in generale, produce in chiunque un collegamento diretto, automatico e spontaneo all’immagine di una donna massacrata da un uomo; presumibilmente il marito/fidanzato.
Siamo talmente ubriachi di parole e immagini che ci mostrano la violenza dell’uomo sulla donna che ci riesce sostanzialmente impossibile anche solo fermarci ad immaginare se esiste, e in quale misura, il fenomeno opposto.
E se fossero le donne le più violente tra le mura di casa? Al netto di propaganda femminista, mass media “politicamente corretti” e statistiche fraudolente, dobbiamo metterci nell’ottica che è proprio così: le donne, in ambito domestico, si macchiano più spesso di azioni di violenza verso gli uomini che non il contrario.
Studi scientifici effettuati anche a distanza di decine di anni l’uno dall’altro e in tutto il mondo ci offrono cifre che non lasciano spazio a dubbi e/o a interpretazioni: le donne colpiscono di più, colpiscono per prime e sono più aggressive (adoperano armi tre volte più spesso degli uomini).


Science, Politics and Domestic Violence è un rapporto molto articolato che raccoglie cifre, percentuali e statistiche sul fenomeno della violenza domestica. Nell’introduzione a tale studio si legge:

“Vogliamo rendere noto innanzitutto che lavoriamo contro le violenze in ambiente domestico da più di 10 anni. Uno di noi è tra i fondatori del dipartimento locale contro gli abusi. Siamo membri del “Century Club”; quelli che contribuiscono con più di 100 $ al centro di assistenza alle donne. Abbiamo sponsorizzato manifestazioni di beneficenza per il nostro centro di assistenza contro gli abusi. Appoggiamo i servizi che vengono forniti alle vittime. Purtroppo, la maggior parte delle associazioni di assistenza alle donne non conosce a fondo le cause e le caratteristiche del problema della violenza in ambiente domestico.

L’equivoco sul tema della violenze in ambiente domestico è così diffuso che le amministrazioni di città e contee, i tribunali, le forze della legge, i pubblici ministeri, le cliniche di igiene mentale, e altri enti finanziati dallo Stato stanno appoggiando programmi basati sulla propaganda femminista più che su responsabili studi scientifici. Tali studi scientifici rivelano una visione del problema sorprendentemente diversa. Presentiamo un estratto di una ricerca sulla violenza in ambiente domestico realizzata da noti esperti di scienze sociali. Vi preghiamo di aiutarci a fare in modo che questa importante ricerca sul tema della Violenza in ambiente domestico raggiunga il pubblico.”

Centro Documentazione Violenza Donne è un portale che raccoglie un’ampissima complessità e varietà di violenze delle donne sugli uomini, riportando testimonianze dirette, attingendo alla cronaca e ospitando cifre e pareri di studiosi importanti.
Vi suggeriamo, in particolare, due articoli che ci paiono peculiari per intendere il fenomeno e l’ordita campagna di disinformazione che lo accompagna in una sorprendente relazione direttamente proporzionale: tanto aumentano i casi di violenza di donne sugli uomini (diminuendo invece quella degli uomini sulle donne) quanto aumenta la pressione mediatica tesa a far credere l’esatto contrario.
Rapporto sulla violenza delle donne in Italia nel 2011 riporta tutte le cifre delle violenze perpetrate dalle donne durante lo scorso anno.
In Italia non esiste un’emergenza femminicidio è un articolo che riporta la Proposta di Legge, targata PD, in materia di “Norme per la promozione della soggettività femminile e per il contrasto al femminicidio” e ragiona poi sulla frottola pubblica del cd. femminicidio, un neologismo antiletterario per celare un grande inganno di raggio internazionale. Fra il resto, viene citato anche l’importante studio dello United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC, ONU), dal quale emerge senz’ombra di dubbio che l’Italia è uno dei Paesi più sicuri al mondo per le donne.

Sul tema del fantomatico femminicidio e sull’illusione ottica ad esso abbinato, scrive anche il noto Avv. milanese Marcello Adriano Mazzola dalle pagine de Il Fatto QuotidianoFemminicidio, ma siamo sicuri che esista?

Sean Nevola

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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