Cinguetta col Papa

papaÈ di pochi giorni la notizia che il Papa, Benedetto XVI,  si è iscritto a     Twitter il noto social network.

Va bene, niente da ribadire sul come, perché, quando etc. etc. , la modernità prima o poi avvolgerà tutto, anche gli ultimi irriducibili abitanti delle caverne.
La cosa che mi ha colpito di più è stato leggere che il pontefice risponderà a domande sulla fede via twitter, – si è parata davanti ai miei occhi la mitica scena del film “Una settimana da Dio”- immaginate questo vecchietto che seduto davanti al suo personal computer legge e risponde saggiamente “come solo lui sa fare” ai suoi ormai 30mila follower – nel giro di poche ore – e ancora più strano è immaginarsi  le signore che vanno dal parrucchiere soddisfatte perché il Papa ha risposto alle loro domande e quindi possono ritenersi appagate per essere entrate nelle attenzioni del pontefice.

Niente di più meraviglioso!
Tralasciando il fatto che mi risulta davvero difficile pensare che alcune  persone sentano l’esigenza di “inviare” un messaggio al pontefice tramite un social network, tanto strano da sembrare quasi blasfemo se pensiamo a ciò che la Chiesa come luogo di unione e socializzazione rappresenta per alcune persone, ma va bene ognuno è libero di scegliere qual è il modo migliore per esprimere le proprie debolezze!


Ma un pensiero si insinua tra queste quasi ovvie affermazioni, non sarà che la Chiesa è abbastanza spaventata dalla perdita di valore che essa sta subendo soprattutto in quella fascia di persone che usano i social network? Crede che tutto questo le donerà maggiore credibilità? È paradossale! Ma quante cose della Chiesa lo sono e lo sono state?
Io avrei qualche domanda da fargli a riguardo, in ogni caso, e voi? 

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Sheyla Bobba

Ideatrice e Direttore editoriale di SenzaBarcode. Docente per Academy SenzaBarcode, dirigo corsi anche per giornalisti, uffici stampa e comunicatori su SEO, Social e comunicazione web. Sei titoli pubblicati, collaboratrice per la trasmissione sul diritto di famiglia del martedì su Radio Radicale, mi occupo di comunicazione istituzionale. I progetti nascono e prendono forma quotidianamente quindi: My life is in progress.

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