The vintage Market

vintage-marketIl termine vintage viene attribuito a quegli oggetti che hanno almeno vent’anni di vita, si riferisce ad abbigliamento, oggettistica, automobili e arredamenti. E’ una nuova moda? O un nuovo/vecchio stile di vita? Non lo so, non so definirlo bene, ma in quest’ultimo periodo, la voglia di risparmiare sta spopolando. Negozi, mercatini, mercati dei paesi, ormai quasi in tutte le città si trovano posti dove è possibile acquistare e curiosare nell’interno dell’armadio di 40 anni fa. Ma perché? Parlo per esperienza personale, io amo il vintage, amo indossare qualcosa che ha già avuto una storia e donargli una nuova vita, mi piace come mi sta, e adoro l’immagine che da di me.  Reinventare, a basto costo nuovi look. Ma non tutti sono a basto costo, bisogna sapere dove poter andare di preciso per acquistare del Vero Vintage e a prezzi ragionevoli, anche perché le truffe sono dietro l’angolo. A Roma troviamo dei veri e proprio luoghi di culto dove ci si può immergere nel passato, troviamo ad ogni angolo categorie diverse, dalle cravatte, accessori, alle borse firmate ognuno ha qualcosa che lo contraddistingue. Possiamo andare ad esempio  al Circolo degli Artisti, dove una domenica al mese troviamo questo mercatino che mescola il vintage all’artigianato, molto carino; oppure al Blackout, o per le vie del centro ce ne sono a centinaia di negozi. Se proprio devo dire la mia, preferisco scovare quel negozietto nelle periferie della città dove hai l’esclusiva, la calma per poter scegliere e curiosare e i prezzi sono bassissimi. In quelli del centro spesso ci trovo belle cose, ma i prezzi ultimamente sono lievitati così come la massa di gente che crede che un paio di occhiali degli anni 70, possa donare a loro una nuova personalità, e quindi evito di andarci. Ancora più economico è stato svuotare l’armadio di mia nonna! Che con piacere mi ha regalato tutto ciò che non indossava più. In ogni città Europea c’è un quartiere dedicato interamente alla moda vintage e artigianale, abolendo le grandi firme. Ora mi ritrovo l’armadio stracolmo e la voglia infinita di shopping. Cosa fare per questa situazione? Io propongo – di nuovo – il Baratto. Sembrerà una stupidaggine, ma in tutta Europa già si sono ben organizzati. Nel mio periodo di “sopravvivenza” a Madrid, ho scambiato oggetti e abbigliamento in negozi creati apposta per quello scopo. C’è un negozietto dove ad ogni articolo gli venivano attribuiti dei punti, e anche ad ogni oggetto che porti. Se non possiedi nulla da portare, acquisti una tessera dal valore di 1000 punti a 20 euro – considerando che ad esempio un maglione ha 5 punti – e quindi ti ritrovi con una busta piena di cose, anche nuove, come agende, libri, dvd e abbigliamento. FANTASTICO. Mi sono innamorata di questo  metodo di compra-vendita. Lo aspetto a breve anche qui, magari già esiste e non ne sono ancora a conoscenza, se così fosse per favore, informatemi! Per una persona come me, spendere i propri guadagni è una malattia, e risparmiare è una grande soddisfazione. Intanto, mi accontento di stanare l’occasione dei negozietti in giro per la città.

E voi, a che tipo di shopping vi dedicate?

Sheyla Bobba

Ideatrice e Direttore editoriale di SenzaBarcode. Docente per Academy SenzaBarcode, dirigo corsi anche per giornalisti, uffici stampa e comunicatori su SEO, Social e comunicazione web. Sei titoli pubblicati, collaboratrice per la trasmissione sul diritto di famiglia del martedì su Radio Radicale, mi occupo di comunicazione istituzionale. I progetti nascono e prendono forma quotidianamente quindi: My life is in progress.

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