Mina Senza Shazam

Mina: L’ho pensato tempo fa, mentre sentivo e vedevo una sua performance, e ne sono convinta.

Bellissima, ma non volgare. Composta, senza esagerazioni, senza bisogno di mostrare troppo di se stessa, senza esibire di fronte al mondo tatuaggi in posizioni improponibili o scollature al limite dell’immaginazione.
Le ragazze hanno bisogno di esempi come lei, da seguire, da ammirare, da cui imparare qualcosa. Un po’ d’integrità, per iniziare. Hanno bisogno di vedere Donne, e la D maiuscola è fortemente voluta. Non sono più credibili queste eterne ragazzine, sempre jeans attillati, magliette provocanti, tacco alto e sguardo languido anche a 60 anni. Hanno bisogno di vedere come diventa una Donna quando matura.

I ragazzi ne hanno bisogno per accorgersi che la bellezza va oltre le già citate caratteristiche. Per ridare alle Donne il rispetto che meritano. E per ricordargli che ci sono stati anni di femminismo, ora spazzati via dallo strano rapporto che viviamo al giorno d’oggi col sesso ”debole”. Sempre più oggetto, sempre più attenti alle forme, all’apparenza e mai alla sostanza. Esempi agli antipodi: si passa da programmi che hanno come protagoniste ragazze premiate per le “doti” che si sono trovate incluse dalla nascita, ad altre situazioni, dove ragazze diverse dalle prime provano a motivare ed esporre le idee, che non si sono trovate allegate ai natali, ma hanno sviluppato nel corso del tempo.


O sei bella o hai idee. Non c’è equilibrio tra le cose. Non lo si trova, non lo si approva. Quando si sceglie una ragazza lo si fa come quando si comprano dei cibi surgelati: si sceglie la foto più bella, non si pensa a quello che c’è realmente dentro. Ci si ferma all’apparenza.
Abbiamo la percezione di vivere tutte perennemente tra i 20 e i 30 anni, non un secondo in più, altrimenti non siamo realizzate.

E invece no, abbiamo tutti bisogno di Mina, della sua voce, delle sue parole, della sua presenza, per renderci conto che c’è un mondo dietro alla copertina. Forza, ve lo raccontano dall’asilo, ma non ci avete mai creduto, perché non l’avete mai voluto provare davvero! Purtroppo, c’è bisogno che questo messaggio passi dalle tv, dal web, dai social, perché sennò i ragazzi non ci credono. Vivono in un mondo sempre e comunque patinato, dove il confine tra reale e finto è talmente labile da non essere percepito. Tutto ciò che è vero viene vissuto come falso, e viceversa, che forse è anche peggio. In realtà il peggio è non poter vedere la vita reale nel mondo reale, ma percepirla solo attraverso un medium. Che, più o meno, getta le basi all’abitudine, a quello che vediamo e che ci piace vedere.

E fortuna che “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Casualmente, il bello che esce o che si cerca è spesso e volentieri sempre quello. La facciata. Se l’apparenza non contasse, poveri truffatori, nessuno si fiderebbe più di loro tutti tirati in giacca e cravatta.
Voglio andare oltre la pappa pronta.

E poi, che voce che ha questa Mina, se la senti la riconosci, mica devi usare Shazam.

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Sheyla Bobba

Ideatrice e Direttore editoriale di SenzaBarcode. Docente per Academy SenzaBarcode, dirigo corsi anche per giornalisti, uffici stampa e comunicatori su SEO, Social e comunicazione web. Sei titoli pubblicati, collaboratrice per la trasmissione sul diritto di famiglia del martedì su Radio Radicale, mi occupo di comunicazione istituzionale. I progetti nascono e prendono forma quotidianamente quindi: My life is in progress.

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