La bancarotta. (Lettera alla redazione)

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 Mentre in Grecia si assaltano i supermercati e gli agricoltori regalano i loro prodotti a gente ridotta alla fame nella più totale censura dell’informazione italiana asservita al Governo, con la sola eccezione di TuPuglia, Il Giornale d’Italia e No censura che hanno dato la notizia, siamo a un passo da queste elezioni farsa che però chiariranno i giochi.

La Sinistra, ormai ex partito dei proletari, ha manifestato subito la disponibilità ad asservirsi alla finanza e al capitale, come prova la vicenda MPS, per svendere il sistema Italia come pianificato da Mr. “loden” Monti. Ma pian piano che ci si avventura verso la tornata elettorale è sempre più chiaro quanto più che di mera disponibilità sembra che tutto sia un disegno studiato a monte.

Troppe le “gaffes”, troppi gli scivoloni, troppo abominevoli le dichiarazioni dei partitelli satellite che dovrebbero darle un “assist”, come quelle palesemente in contrasto con lo “Stato di diritto” sull’unico grado di giudizio e il sequestro presuntivo dei beni dei cittadini con l’inversione dell’onere della prova adombrate da un pericoloso, tanto più perché magistrato, Dott. Ingroia, che ricordano l’Inquisizione e il terrore che segue alla rivoluzione francese.

C’è il sospetto che si vogliano spostare i voti direttamente verso il sig. Mario Monti o che comunque nel caso di vittoria a sinistra, il Governo sia molto più tecnico di quanto si pensi.  Lo si capisce dai toni della campagna elettorale, dalle raccomandazioni della Goldmann Sachs tramite gli organi di informazione esteri, dalla distorsione delle notizie, dall’acrimonia feroce della gente che si combatte a suon di commenti sui social networks.

L’ignoranza dilagante, cui ci ha condannato quasi per 20 anni il berlusconismo gioca, suo malgrado, in favore di tutto ciò se pensiamo che la gente valuta in base al proprio orticello senza saper analizzare le cause, o rinuncia a pensare. Ne deriva la pretesa attribuzione della crisi, e di ciò che ne consegue, ai pur deprecabili scandali bancari e politici e ai governi precedenti, come se, invece, il mercato globale, le pratiche favorevoli al libero commercio e agli scambi commerciali con Paesi che non garantiscono i diritti umani a condizioni di parità con quelli che invece adottano politiche sociali, e pertanto la dislocazione delle aziende all’estero favorite dall’abbattimento dei costi, il precariato e l’annientamento dello Stato sociale non siano un prodotto oltre che del WTO, di questa Europa economica e non politica di cui Mr. Monti è sostenitore convinto.

Ne deriva, inoltre, che le pilotate informazioni e l’onnipresente mostro dell’evasione, rappresentato come motivo principale dei problemi italiani, ha fomentato un odio tra categorie che, ove l’Italia finisse peggio della Grecia (e c’è da aspettarselo!), scatenerà una guerra civile della quale Mr. Monti si laverà le mani, così come già accade per i tanti suicidi censurati.

Così, paradossalmente, c’è chi intende dare il voto all’affamatore del Paese proprio perché il Paese è affamato!

E proprio questo burocrate, nominato e non eletto in spregio alla Costituzione, così magnanimo da sacrificarsi per “salvare l’Italia” per il tempo necessario, ha pensato bene di indire le elezioni all’improvviso, cogliendo il disorientamento dei cittadini, la pochezza e la divisione degli antagonisti politici in modo da ottenere la riconferma nel rispetto della formalità costituzionale, dimostrando come il potere sia piacevole anche oltre il tempo necessario.

Lo fa promettendo, scimmiottando qualcun altro, meno tasse, sorvolando però sulla TARES, la nuova tassa sulla casa che arriva ad aprile, opportunamente procrastinata al dopo elezioni.

Con le destre inermi e divise dalle questioni di principio e dalla voglia di ribalta dei loro capetti, sarà possibile terminare il progetto di riduzione in schiavitù di un Popolo che non ha più speranza. Questo Popolo ormai plagiato dal consumismo ha perso valori e volontà, questo Popolo in nome del libero mercato non può fronteggiare la concorrenza sleale di Paesi che non rispettano i diritti umani protetti dalle politiche europee, questo Popolo ha distrutto la sua agricoltura e non potrà così facilmente farvi ritorno in quanto la guerra dell’energia che sottobanco si consuma comporterà la sottrazione dei campi per la produzione di energie alternative i cui contratti sono in mano a investitori di lingua anglosassone, questo Popolo compra alimenti da supermercati francesi e assiste incapace al saccheggio, -(favorito da inchieste per reati commessi all’estero e non in Italia, là dove la corruzione è uso commerciale cui si assoggettano anche i nostri ipocriti competitori stranieri che, per conseguenza, compreranno a quattro soldi, com’era nei piani, il sistema Italia)-,  delle aziende d’eccellenza italiane che lasciano per strada lavoratori senza prospettive. A questo punto, privo di opportunità lavorative, di energia, di cibo, di menti emigrate, di terra, la schiavitù non potrà prevedere un veloce affrancamento.

Sheyla Bobba

Ideatrice e Direttore editoriale di SenzaBarcode. Docente per Academy SenzaBarcode, dirigo corsi anche per giornalisti, uffici stampa e comunicatori su SEO, Social e comunicazione web. Sei titoli pubblicati, collaboratrice per la trasmissione sul diritto di famiglia del martedì su Radio Radicale, mi occupo di comunicazione istituzionale. I progetti nascono e prendono forma quotidianamente quindi: My life is in progress.

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