I quattro punti del programma Monti. (Lettera alla redazione)

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Si va a votare, come? Non si sa! I programmi elettorali dei maggiori schieramenti appaiono, come al solito, appiattiti sulla stessa vaghezza, uguaglianza e inconsistenza, rimanendo indifferenziati. Come scegliere allora? La sensazione che il “nulla” è avanzato e ha preso il possesso da tempo della Nazione è evidente.

Meglio sarebbe stato allora risparmiare il finanziamento pubblico per i volantini e abbattere qualche albero in meno nel rispetto dell’ambiente!

Ho scelto, tuttavia, di commentare il programma di 4 punti e 20 pagine adottato dall’uomo guida del Governo il Prof. Mario Monti perché da un lato vi plaude l’Europa e dall’altra perché magari riesce a chiarirci la pregressa azione del Governo in funzione della direzione verso la quale lo stesso vuole andare. In breve: capire il passato per decidere nel presente e progettare il futuro.

E purtroppo di progetti ci sembra che “Scelta Civica con Monti per l’Italia” proprio non ne abbia. Il programma appare nella totalità una bolla di sapone. Retoricamente banale nello stile, noioso, poco aderente alla realtà dei cittadini, sbrigativo nella descrizione di una situazione notoria di stagnazione del Paese.

Curioso come poi l’estensore si contraddica più volte nel programma non solo perché le poche proposte vaghe sono state già smentite dalle premesse dell’azione di Governo, ma anche sotto il profilo puramente lessicale e grammaticale della costruzione delle frasi. Snocciolando percentuali la cui fonte non è citata e terminologie anglosassoni e sigle tecniche sconosciute ai più, millanta competenza per confondere l’elettore poco avvezzo al tecnicismo e tenuto poco informato. Al centro del programma, tuttavia, si individua sempre come principio sommo “l’integrazione fiscale, bancaria, monetaria”, il debito pubblico e la finanza pubblica. Anche quando il programma ci appare, in modo intellettualmente poco onesto e mendace, affermare che “la persona è il primo capitale da proteggere” lascia trasparire freudianamente che l’individuo è protetto se produttivo.

Il punto 1) del programma Monti , sul quale convergono sia Fini che Casini, è la “rifondazione”  (quindi se ne ammette il fallimento!) dell’Europa secondo “linee democraticamente decise e controllate”. Ci sembra palesemente in contrasto con la nomina dall’alto del primo ministro Monti da parte del Presidente Napolitano.

Il mezzo per raggiungerla è la “costruzione di un’autentica Unione economica e monetaria basata su una più intensa integrazione fiscale, bancaria, economica e politico istituzionale.” A parte il riferimento alla struttura istituzionale, non si parla mai veramente di Europa politica. Infatti, l’Europa non è politica e non ha mai avuto una Costituzione, né una Carta di valori che perciò non esistendo non devono essere rispettati. E l’inesistenza di un’Europa politica si è vista quando l’Italia è stata lasciata da sola sulla politica migratoria, nell’incapacità di prendere posizione rispetto alle incandescenti questioni medio-orientali e così via. Il ruolo dell’Italia, secondo Monti, sarebbe obbedire “alle regole di disciplina delle finanze pubbliche” e dare “maggiore attenzione alle relazioni coi paesi in via di sviluppo”, cioè incentivare la globalizzazione che è tra le cause della depressione della zona Euro.

Il punto 2) secondo la ricetta del professore, prevede che la “crescita non nasce dal debito pubblico” e per iniziarla occorre risanarlo. Ammette, però, che l’Italia non sta pagando il debito pubblico, ma gli interessi sullo stesso. Il debito pubblico, cioè il debito dello Stato verso altri soggetti economici (imprese, banche, Stati esteri), è stato contratto perché l’Italia, come la Grecia e a altri Stati, ha abdicato alla propria sovranità monetaria. La moneta è del popolo, diceva il Prof. Auriti, e non bisogna pagarne l’interesse perché non è in prestito. Eppure non solo il signoraggio bancario prevede il pagamento dell’interesse, ma posto che la Banca d’Italia non può più coniare la moneta, la compra dalla BCE (Banca Centrale Europea) e ci paga gli interessi.

Per pagare questo plusvalore, il cittadino rimane in mutande. Secondo Monti, una volta ripianato questo debito si investirà in innovazione. Peccato, però, che aziende senza soldi non possono investire e che l’innovazione è stimolata solo da una concorrenza leale dove anche i paesi emergenti operino in condizioni di parità nel rispetto dei diritti umani. Sono previste liberalizzazioni selvagge per favorire la lotta tra disperati  e ottenere minore rispetto dei diritti, minore costo dei servizi, minore qualità e facilità di ingresso di imprenditoria estera. E un cenno si legge anche ad una scuola di serie A ed una di serie B.

Punto 3) Il piano occupazionale prevede maggiore flessibilità per i giovani contraddicendo la proposta confusa di alta scolarizzazione e formazione mirata. Contraddice pure lo specchietto per le allodole di conciliazione lavoro e famiglia e non spiega come realizzare senza contraddizioni il c.d. “invecchiamento attivo” degli ultra 55enni. Il Welfare è sostituito dalle onlus, in una chiara ottica di abbattimento dello Stato sociale e favore verso l’interesse di pochi.

Punto 4) Tolleranza zero per corruzione, evasione fiscale economia sommersa: la ricetta sembra sempre quella di perseguitare il contribuente dietro il paravento dell’evasione, limitando la libertà economica e privata. Redditometro, limitazione del contante, utilizzo di assegni ad alta tassazione e così via hanno l’effetto di frenare la crescita, incentivare l’usura e l’evasione, oltre a creare povertà. Peraltro, laddove i soldi pubblici non fossero destinati al pagamento di lauti festini e delle auto blu, ma fossero impiegati in servizi efficienti i cittadini pagherebbero certo più volentieri le tasse.   Che dire però dell’evasione più consistente  e pericolosa di fondi neri, finanza occulta che muove i mercati e decide lo spread? Peraltro siamo sicuri che la doppia imposta sui capitali non dichiarati in Svizzera darà seriamente i suoi frutti?

Per concludere, Monti ha dichiarato, all’esito del fallimento della Grecia, sul quale in Italia vige la censura di regime, che “l’euro funziona, guardate la Grecia”. Sarebbe interessante chiederne lumi ai senzatetto di Atene, ai commessi dei supermercati saccheggiati da gente affamata, agli agricoltori che regalano la frutta. Ci spieghino i Greci quanto l’euro funziona e per chi. O magari in un confronto con gli altri leaders che continuamente sfugge, come sfugge le domande sui suicidi e molto altro, il Prof. Monti preferirà chiarirlo lui.

Sheyla Bobba

Ideatrice e Direttore editoriale di SenzaBarcode. Docente per Academy SenzaBarcode, dirigo corsi anche per giornalisti, uffici stampa e comunicatori su SEO, Social e comunicazione web. Sei titoli pubblicati, collaboratrice per la trasmissione sul diritto di famiglia del martedì su Radio Radicale, mi occupo di comunicazione istituzionale. I progetti nascono e prendono forma quotidianamente quindi: My life is in progress.

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