Ambiente, un bene comune

Gli ultimi 5 anni di Taranto sono stati tutti un fermento. La consapevolezza si è fatta strada prepotentemente.
Bastava che ciascuno ripensasse alla propria storia familiare e vi ci trovasse patologie e/ premorienze troppo comuni, per non ingenerare qualche dubbio e decidere di vederci più chiaro.

Le esperienze comuni, evidenziate dal confronto serrato e quotidiano, cementavano le nuove amicizie ed accrescevano la necessità di saperne e capirne di più. Sulle indicazioni di nomi storici dell’ambientalismo tarantino come Fabio Matacchiera ed Alessandro Marescotti le nebbie hanno cominciato a diradarsi. Le anime più sensibili ed attente hanno cominciato ad incontrarsi per decidere il da farsi. Attorno a persone impegnate da sempre sul fronte sociale hanno cominciato a coagulare idee e proposte
La Città che non ha mai brillato per informazione e cultura andava letteralmente svegliata.

La prima iniziativa che si pensò di attuare fu una grande manifestazione, che coinvolgesse tutta la cittadinanza . A coordinare tale evento fu la prima associazione che si costituì, ALTAMAREA. Associazione dal nome suggestivo ed evocativo, che riunì quasi 20 associazioni già costituite ed esistenti che, a vario titolo, erano molto sensibili al problema inquinamento.

Il 29 novembre 2008 circa 20.000 persone sfilarono per le vie cittadine per dire basta. Con il coinvolgimento delle scuole primarie cittadine si ottenne un grandissimo risultato, in termini di partecipazione popolare.

Mamme, bambini ed insegnanti colorarono il corteo e lo arricchirono di contenuti con una miriade di frasi e disegni scritti su tutti i tipi di supporto possibile ed immaginabile. La manifestazione dette la stura alla nascita di numerosi gruppi e movimenti spontanei.
Inizialmente queste gemmazioni vennero guardate male perché facevano pensare ad un fronte diviso e frammentato. La storia recente, però, ha dimostrato che queste differenze riguardavano solo il diverso approccio al problema e le differenti strategie messe in atto dai componenti e queste differenze, alla fine, si sono rivelate una grande risorsa, in termini di iniziative e proposte. 







Il movimento era nato.

La “galassia ambientalista” ormai era in fermento . Ciascuno si attivava come poteva . Gli incontri e le assemblee erano all’ordine del giorno . Era partito un TAM-TAM che riguardava e coinvolgeva tutti, nessuno escluso. Non passava giorno in cui non ci fosse un’iniziativa. ALTAMAREA continuava ad incontrarsi e cominciava a scrivere in maniera ufficiale alle Istituzioni. Cominciavano a comparire i primi megafoni (il mio l’ho comprato dai cinesi, ma sono stati 8 euro benedetti!) e i primi tazebao. Le domeniche erano dedicate all’informazione in piazza con annesso volantinaggio.

Sensibilizzazione e divulgazione erano diventate le parole d’ordine ed ognuno contribuiva come poteva . La rete ha fatto il resto. Bastava un click per decidere d’incontrarsi ed indire un’assemblea. Bastava un click per invitare nuovi amici ed allargare in maniera esponenziale i propri contatti. 

Credo che nessuna comunità abbia “cavalcato” la rete come i tarantini negli ultimi 5 anni.
Anzi, forse, è stata proprio la rete l’arma vincente del movimento. 

Questo ci ha portato a nuove e vincenti consapevolezze.

INVISIBILE
 
Contatta Roberto

Sheyla Bobba

Ideatrice e Direttore editoriale di SenzaBarcode. Docente per Academy SenzaBarcode, dirigo corsi anche per giornalisti, uffici stampa e comunicatori su SEO, Social e comunicazione web. Sei titoli pubblicati, collaboratrice per la trasmissione sul diritto di famiglia del martedì su Radio Radicale, mi occupo di comunicazione istituzionale. I progetti nascono e prendono forma quotidianamente quindi: My life is in progress.

Cosa ne pensi?